Carla Bouzolich @ init
Il live di Carla Bozulich (ex Geraldine Fibbers) all’Init per presentare il suo ultimo album ‘Evangelista’ comincia a mezzanotte e mezza dopo gli italiani Father Murphy e i californiani Gowns.
Il posto, seppur piccolo, accoglie molta meno gente di quanto potrebbe(trenta persone presenti ad assistere al concerto).
La formazione è composta da voce, chitarra elettrica, tastiere (utilizzate a mo’ di organo sintetico), violoncello e batteria.
La Bozulich richiede in sottofondo un’interpretazione di Caruso probabilmente per creare il mood giusto per l’esibizione.
Durante il primo pezzo la Bozulich si scuote tremolante sul palco urlando la propria inquietudine; la sua voce ricorda quella stridente di Patti Smith.
Il secondo pezzo si apre con un intro strumentale dal quale affiorano echi “doorsiani” resi nevroticamente isterici.
Il terzo pezzo è la title track nella cui intro la Bozulich grida con voce modificata al vocoder e continua schitarrando e saltellando nervosamente ma senza mai esplodere.
Il quarto pezzo è ‘Pissing’, cover di un brano dei Low tratto dal loro ultimo album ‘The great destroyer’ rivisitato in chiave blues-folk; è questo il pezzo che più si avvicina alla forma-canzone.
Il quinto pezzo è ‘That’s the creeps’ ed è puro teatro nello stile dei Supreme Dicks ma nel mondo della Bozulich il legame fra le parole e la performance teatrale è di una natura di disperata angoscia esistenziale che coinvolge direttamente il pubblico: la Bozulich scende dal palco, si aggrappa ad un ragazzo gridandogli in faccia ‘Can you feel it?!’ e fa lo stesso sussurrando inginocchiata davanti ad una ragazza, prendendola per mano.
Chiude ‘Steal away’, un canto messianico alla Nico o alla The Constellation, dalla struttura ritmica lenta e profonda, accompagnato da violoncello e accenni di chitarra.
La musica della Bozulich si pone fra il gothic blues di Nick Cave e il post-rock dei Godspeed you!Black emperor, con i quali ha anche collaborato; non esprime significati intrinseci ai testi ma è solo veicolo di sensazioni. Decisamente non è una musica di facile ascolto poichè è fatta di urla e sospiri che evocano luoghi e situazioni che la mente preferisce cancellare.
Luca Bartozzi
foto realizzata da davnull


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