AMARI @ CIRCOLO DEGLI ARTISTI
Il live degli Amari al Circolo degli Artisti si apre intorno alle undici dopo il concerto dei My radio boy from Guidonia. Sono in cinque: batteria, basso, tastiere analogica e digitale, voce.Tutti e cinque vestono con magliette che riportano il disegno impresso sulla copertina dell’album.
Il primo pezzo è ‘Le gite fuori porta’ tratto dall’ultimo album ‘Scimmie d’amore‘, electropop in cui compaiono come influenze dirette il primo Daniele Silvestri, il french touch dei Justice e la disco-funky degli anni 80;
più pop ma sempre imbevuto di una buona dose di electro-wave ‘Manager della nebbia’, tratto dallo stesso album;
irrompe quindi ‘Bolognina revolution’, tratto dal precedente album “Grand Master Mogol”, brano orecchiabile nel cui ritornello si mescolano popsongwriting italiano e hip hop;
‘Arpegginlove’, tratto dall’ultimo album, segna l’ingresso di due chitarre che nel finale del pezzo rivelano la propria natura post-rock dopo che la canzone ha rivelato un ribaltamento nel registro del testo(‘Mi sono innamorata di te che non ricordi dove sono i miei occhi nemmeno‘), il resto è ancora un allegro electro-pop;
segue la smithsiana ‘Some girls are bigger than others’ riletta in versione french touch e introdotta da battiti elettronici;
‘30 anni che non ci vediamo’, tratto dall’ultimo album, è un gioiellino del pop-songwriting italiano (‘Se giocassimo a pallone senza toccarci ma con tatto‘) con linee di basso in evidenza;
‘Il raffreddore delle donne’, tratto dall’ultimo album, è un altro pezzo electropop, il cui ritornello ricalca quello di alcuni pezzi del precedente album, sarcastico nel testo;
giunge quindi il momento di ‘Campo minato’, fresca filastrocca hip-hop che si intesse su una base indie-pop;
‘Parole vere in un mondo vero’, pezzo indie-pop dalle suggestioni post-moderne (‘In un mondo vero non suonano più parole vere‘);
è poi il momento di ‘Whale grotto’, pezzo che risale al primissimo album della band, ‘Apotheke‘ (2000, prima produzione dell’etichetta Ondanomala), fra post-rock strumentale e inflessioni brit-pop anni 90, fra i primi Mogwai e i Suede, la voce irrompe recitante per poi esplodere verso la fine del brano;
‘Scimmie d’amore’ è un pezzo di pop-songwriting che si iscrive a metà fra la tradizione italiana(da Lucio Dalla a Samuele Bersani) e il brit-pop dei Blur;
‘Conoscere gente sul treno’ chiude il concerto, è un pezzo orecchiabile nello stile di ‘Bolognina revolution’ con tanto di ritornello dalla stessa struttura ma nella sua versione live viene arricchito da citazioni sonore più o meno esplicite(dall’accenno ad un pezzo dei New Order al richiamo diretto di ‘Yeah yeah yeah’ degli Lcd Soundsystem).
Luca Bartozzi


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