Suburb: periferie che si avvicinano
Gli A’67 sono gli ultimi cantastorie di Napoli. E lo capisci alla presentazione del loro ultimo album Suburb, dove ripercorrono le loro radici musicali: dai canti popolari fino alla musica dei 24 Grana e dei 99 posse, per arrivare alla scrittura di Roberto Saviano e Valeria Perrella, e ai murales di Felice Pignataro. Tutti artisti napoletani presenti, in un modo o nell’altro nell’album. Così come tante sono le collaborazioni con gruppi internazionali (quattro rockband provenienti da India, Brasile, Marsiglia e Istanbul).
Dopo aver urlato in faccia al potere la loro indignazione con ‘A camorra song’ io e dopo aver raccontato tutte le immagini della periferia napoletana, gi A’67 passano, a raccontare un’altra periferia: Suburb, il racconto di tutte le periferie del mondo, perferie urbane ma anche culturali. Suburb parla di un movimento che non va dalle periferie al centro ma che parte dall’esterno e lì vuole restare. Surbub è quello che non ti aspetti: i migliori musicisti, cantori, poeti, scrittori, pittori di Napoli che si incontrano nello spazio inesistente di un album per raccontare le storie di un popolo sempre abbandonato a se stesso. Più che un album sembra uno spazio virtuale di incontro in cui poter intonare liberamente una TammorrAntiCamorra.
Le tinte grige di canzoni come Muorz, O’mbuoglio, Senza repirà, si alterano a tinte forti come quelle di Felice, Chi me sape, Io nun teng ‘o nomme disegnando un mondo variegato e multiforme come è quello di Napoli. Spazio anche alle panoramiche (Nun vedo niente) e ad affreschi blasfemi quanto possibili (La passione). Come la pittura di Felice Pignataro l’album degli A’67 è il tentativo di dare colore al nichilismo imperante nelle periferie napoletane e del mondo, ammescann anima e culuri.
G.P.


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