18-04-2008 THIS WILL DESTROY YOU @ TRAFFIC
I This will destroy you sono una band post-rock texana. Il live di presentazione del loro primo album, omonimo, al Traffic si apre intorno a mezzanotte.
L’album era stato preceduto nel 2005 dall’Ep ‘Young mountain’.
La prima parte del live vede prevalere la struttura(tempi dilatati, crescendo sonori seguiti da momenti di quiete dopo la tempesta) e le sonorità che hanno reso peculiare il genere(dal 1997, Young team dei Mogwai, a questa parte), testimoniando forse una scarsa originalità compositiva e una certa ridondanza avvertibile già dall’intro dei vari brani. I riferimenti principali (probabilmente inutile sottolinearlo) sono gli stessi Mogwai e i conterranei Explosions in the sky. L’unico tratto che distingue la band da molte formazioni post-rock fin dall’inizio del live è la cura per il suono. Infatti va riconosciuta una ricerca nella pulizia sonora delle melodie che riesce a superare l’ostacolo dell’acustica che lascia a desiderare.
Nella seconda parte invece emergono spunti di arrangiamento interessanti: le atmosfere si fanno più soffuse, a tratti ambient e addirittura drone e affiorano echi se non pinkfleuidiani, tipici di molto post-rock precedente, radioheadiani(altro tratto distintivo della band che probabilmente per la giovane formazione predilige sonorità contaminate dalle suggestioni della musica elettronica di band temporalmente vicine come Mùm e Sigur ros).
Il finale di ‘Burial on the presidio banks’ può essere legittimato ad assumere la definizione di ‘gioiello del sistema’. Nonostante nel finale la band rientri nella struttura ternaria della prima parte del live(dalla quiete alla confusione, rientrando nella quiete), con la persistenza sui crescendo riesce a venir fuori l’abilità nell’evocare situazioni emotive, che a volte rischiano di perdersi nell’algidità della disciplina esecutiva.
Luca Bartozzi
foto di refusejesus pubblicata su Flickr
~ di suburbiasounds su Aprile 18, 2008.
Pubblicato in Live, Recensioni, musica
Tag: 18 aprile 2008, live, Luca bartozzi, musica, post-rock, recensione, refusejesus, Roma, This Will destroy you, Traffic



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