09 02 2008 EFTERKLANG @ Init

Efterklang

 
Il live della band nordeuropea Efterklang si apre all’Init intorno alle 23 e 30. Ad assistere una cinquantina di persone che riempono la stanza. La band è composta da 8 elementi, 7 uomini (tutti vestiti in camicia grigia scura, a distinguersi il frontman con gilet grigio chiaro a lustrini che si toglierà nel corso del live) e una donna: Casper (voce e vari strumenti), Mads (postazioni elettroniche e flauto), Thomas (percussioni, tromba e coro), Rasmus (basso, chitarra e vari strumenti), Peter (violino e coro), Anna (piano e voce), Niklas (trombone e coro), Frederik (chitarra e coro). Sullo sfondo una mongolfiera che prende il volo, simbolo della band. 

 

Gli Efterklang sono una band danese di Copenaghen che unisce nella propria musica elementi post-rock(chitarra e basso inseriti in un contesto orchestrale) ed elementi folk (l’utilizzo di certa strumentazione inclusi tamburi e il ruolo fondamentale dei cori) su sfondo di sonorità elettroniche. Queste due anime della band, quella post-rock corale e quella folk romantica, riescono ad amalgamarsi microscopicamente all’interno di ogni pezzo ma allo stesso tempo macroscopicamente sembrano dividere il concerto in due parti.

 

La prima parte è caratterizzata dall’orchestralità, caratteristica che lega il gruppo a band come i Sigur Ros, atmosfere fluide che si aprono al calore d’insieme in una solennità lirica a tratti epica, qui però allo stesso tempo l’autosufficienza degli strumenti(tromba, trombone, basso, piano, incluse voce e cori con incursioni della chitarra e delle sonorità elettroniche) non viene mai meno e dà vita contemporaeamente ad immagini a sè stanti; è il violino di Peter Broderick a fare da filo rosso fra i vari strumenti. 

 

Lo stacco avviene con l’assolo di piano di Anna Bronsted che introduce la seconda parte del concerto caratterizzata da una maggiore rilevanza delle sonorità elettroniche che si uniscono ai cori e alle percussioni costituendo un elemento unico. Questo elemento di folktronica stile Books, che ricorda in parte la musica da camera, si apre improvvisamente ad apici di caos a tratti glitch rimandando nel complesso direttamente ai Mùm.  Qui la band dà vita a una vera e propia jam session in cui i componenti della band continuano a prendere nuovi strumenti in mano suonando e coinvolgendo nei cori anche il pubblico.

 

Così fino alla richiesta finale in cui al pubblico vine chiesto di scegliere fra le due anime della band. Il pubblico incapace di scegliere, le acclama entrambe e viene accontentato con gli ultimi due brani.

 

Luca Bartozzi

foto di Stig Nygaard pubblicata su Flickr.com

~ di suburbiasounds su Febbraio 9, 2008.

Lascia una Risposta