PORT ROYAL @ Circolo degli artisti 06/12/07

port royal

 
Il live della band genovese Port Royal si apre a mezzanotte e mezza circa al Circolo degli artisti dopo le realtà romane dei Moka e dei Mammooth. Da subito la band ci catapulta anche grazie all’utilizzo di un videoproiettore alle sue spalle in paesaggi mai addormentati.
Il primo pezzo è ‘Jeka’, tratto dal precedente album ‘Flares’ un brano onirico a metà fra ambient drone e cosmic post rock, vita che continua a scorrere lentamente.
Il secondo pezzo è ‘Zobione pt.2′, tratto anch’esso da ‘Flares’, in cui notturni pinkfloydiani si aprono alla luce  della musica dei Sigur Ros(’Are you afraid to dance exhausted Europe forever’);
Il terzo pezzo è tratto da ‘Afraid to dance’ ed è ‘Anya: sehnsucht’ in cui si alternano scorci di solitudine nella metropoli milanese e paesaggi nordici intessuti da una variazione di registri che culmina nell’assolo finale di piano(’still able to cry watching a movie, not able to cry in life’).
Il quarto pezzo è ‘Nights in Kiev’, susseguirsi frenetico di battiti acid house su una base ambient, che ricordano il caos cittadino che irrompe.

Il quinto pezzo è ‘Eva green’, evanescenti suggestioni trip hop interrotte da visioni allucinate di Berlino(’good old fashioned, broken relations’.

Il sesto pezzo è tratto nuovamente da ‘Afraid to dance’ ed è ‘Putin vs Valery’, corpi algidi che non riescono a riscaldarsi l’uno con l’altro. Il settimo pezzo è ‘Deca-dance’ da ‘Afraid to dance’, brano emozionale che si muove a metà fra il ballabile e l’ambient per chiudersi nel mistero della vita.
Il pezzo conclusivo è ‘Karola bloch’ tratto da ‘Flares’, brano che ricorda i primi album dei Mogwai, ma al posto delle chitarre, sono i battiti elettronici a spezzare il ritmo riportando l’atmosfera di angoscia esistenziale delle periferie metropolitane delle città dell’est europeo.
I brani dei Port Rotal sono postmoderne sinfonie d’ambiente.

Luca Bartozzi

foto di davnull su Flickr.com

~ di suburbiasounds su Dicembre 6, 2007.

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